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Una speranza fragile, ma viva: la Fiorentina cerca l’impresa all’Olimpico

Tra segnali di ripresa, limiti strutturali e una classifica che non concede tregua, i viola arrivano a Roma obbligati a provarci contro una Lazio in difficoltà

La vittoria in extremis contro la Cremonese ha restituito un filo di ossigeno a una piazza depressa, che stava lentamente scivolando verso l’idea di una retrocessione fatta di figuracce e rassegnazione. Non basta per cambiare il volto della stagione, ma è abbastanza per riaccendere una speranza fragile, che la Fiorentina è chiamata a proteggere e alimentare già dalla partita di stasera all’Olimpico.

Qualcosina di buono, in realtà, lo si è cominciato a vedere dal passaggio al 4-3-3 (o 4-4-2, con Ndour che si allarga sulla fascia sinistra e Gud che stringe). Nelle ultime tre uscite, la Fiorentina ha fatto vedere un timido miglioramento, finalmente assistita anche dai risultati. Due vittorie consecutive in casa contro Udinese e Cremonese hanno ridato ossigeno alla tremenda classifica dei viola, che pur rimanendo ultimi (a pari merito con Pisa e Verona) hanno definitivamente riagganciato il treno di quelle che lottano per non retrocedere.

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La sconfitta di Parma, come ha affermato lo stesso Vanoli, è stata una mazzata, perché si sperava di dare seguito al 5-1 contro i friulani e invece è arrivato un ko bruciante in uno scontro diretto per la salvezza. Un risultato, però, immeritato, che ancora una volta ha dimostrato tutte le fragilità di questa squadra, soprattutto in fase offensiva, ma ha anche fatto vedere che qualcosa si è mosso.

La difesa a quattro ha dato maggior sicurezza ai difensori centrali. Comuzzo sembra essere un giocatore ritrovato – usiamo il condizionale perché servono altre prove per averne la certezza – e anche Pongracic, nonostante qualche leggerezza di troppo con la palla, ha alzato il suo rendimento dal punto di vista prettamente difensivo. Chi probabilmente ha accusato il colpo, tra campo di ruolo e fascia di capitano tolta, è Luca Ranieri, che già da stasera potrebbe essere sostituito dal rientrante Gosens. Il Dodo visto nelle ultime uscite, invece, è pressoché lo stesso di tutta la stagione, ovvero la brutta copia del giocatore che abbiamo conosciuto in questi anni a Firenze. Non c’è cambio modulo che tenga.

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A centrocampo, se Mandragora e soprattutto Ndour non stanno particolarmente rubando l’occhio neanche con il nuovo sistema di gioco, è Fagioli che sta trovando una continuità di rendimento mai vista in stagione. L’ex Juve sembra aver fatto un clic mentale a partire dalla partita col Verona. Il ruolo di regista, che il ragazzo pensava di non essere in grado di ricoprire al meglio, oggi sembra calzargli decisamente più a misura. La sua qualità è una delle chiavi del piccolo passo avanti compiuto dalla Fiorentina in queste ultime partite. Ora deve migliorare nelle scelte quando si trova a ridosso dell’area avversaria.

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Là davanti Parisi sta facendo il suo mestiere da adattato a destra, con una prestazione sontuosa con l’Udinese e due partite sufficienti con Parma e Cremonese. Al ragazzo l’impegno non è mai mancato, tanto da farsi notare anche nei momenti più bui dei suoi compagni. I limiti fisici e di letture, però, li conosciamo e sono evidenti. In quella zona di campo la società deve intervenire al più presto sul mercato.

Chi ha giovato del cambio di modulo è senza dubbio Gudmundsson. Diffidate di chi continua a ripetere che sia uno spreco spostarlo sulla fascia. Vero che l’islandese è adattato nella posizione di esterno, perché per caratteristiche preferisce giocare più al centro, ma il defilarlo sulla sinistra gli ha permesso di semplificare il suo gioco. Di pensare meno alla scelta giusta da fare. Di ritrovare il suo dribbling, che sembrava perduto – tre dribbling riusciti contro la Cremonese, il migliore della partita –. In un momento di crisi fare cose più semplici, ridurre all’essenziale il proprio repertorio, lo ha agevolato.

Là davanti con la Cremonese Piccoli ha fatto il suo lavoro, ma il gol nel finale di Moise Kean ci ha ricordato che la Fiorentina non può prescindere dal proprio numero 20 se vuole salvarsi. Anche se è un gol fortunoso, è quasi un simbolo. Infine, l’ingresso di Solomon fa ben sperare. La Fiorentina aveva bisogno di un giocatore dalle sue caratteristiche, brevilineo, con qualità tra i piedi. Sul terreno di gioco, potrebbe rivelarsi utile, ma di certo non può bastare: dal mercato ci si attendono altri colpi.

Questo, però, è ciò che ha a disposizione Vanoli per la partita di stasera. Domenica la Fiorentina ha vinto la partita che doveva vincere, ma si trova talmente indietro in classifica che non può permettersi di lasciare andare sfide come quella con la Lazio, sulla carta proibitiva. Almeno a guardare la differenza di punti tra le due squadre. Perché dal punto di vista dell’organico, ad agosto, quelli più attrezzati sembravano essere proprio i viola.

La Lazio però può rappresentare una grande occasione. La squadra di Sarri vive un momento di difficoltà: dopo il mercato estivo bloccato, ha esordito quello invernale cedendo il proprio attaccante titolare, Castellanos, ancora non sostituito. Inoltre, contro i viola mancheranno i suoi sostituti Noslin (squalificato) e Dia (in Coppa d’Africa). Ulteriori difficoltà per una squadra che fa grande fatica a segnare in questa stagione. Nonostante ciò, Sarri là davanti avrà a disposizione giocatori di assoluto valore come Zaccagni, Isaksen e il veterano Pedro.

Ci sono anche le polemiche tra società e allenatore e quelle contro la classe arbitrale che tengono banco in casa Lazio. Il che rende la partita più alla portata di questa Fiorentina. Che è obbligata a provarci, e lo sarebbe anche contro una versione migliore dei biancocelesti, ma resta comunque ampiamente sfavorita. Non possono bastare due vittorie casalinghe con Udinese e Cremonese – peraltro intervallate da una dolorosa sconfitta a Parma – per farci dimenticare la stagione orribile che sta vivendo la squadra viola, che in campionato va ancora a caccia della prima vittoria stagionale in trasferta. Fin qui lontano dal Franchi la Fiorentina ha totalizzato 4 punti in nove partite e ha una striscia aperta di tre sconfitte consecutive.

Ecco perché, nonostante le difficoltà dell’avversario, la vittoria all’Olimpico sarebbe un’impresa. Un’impresa di cui la Fiorentina deve andare a caccia. Per chiudere con un sorriso un girone d’andata da film dell’orrore. Il girone di ritorno, poi, si aprirà con altre partite molto difficili: domenica al Franchi c’è il Milan, poi Bologna in trasferta, Cagliari in casa e Napoli fuori, con l’impegno in Coppa Italia con il Como in mezzo tra sardi e partenopei.

La Fiorentina, però, deve guardare solo alla prossima partita. Che è quella di stasera. L’occasione di fare l’impresa, l’occasione di arrivare al giro di boa con una spinta diversa rispetto a quella avuta per tutto il resto di questo sciagurato campionato.


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