Poche tabelle, testa al presente: ora sì che si vedono cose buone. Dal portiere al centravanti: normalità per svoltare
Atteggiamento, combinazioni, crescita dei singoli: da qui si può ripartire
Si può parlare di svolta? Presto forse per dirlo. Specie per una squadra che ha deluso quasi sempre in questa stagione, anche dopo alcune cose fatte bene. Vedi Parma, dopo l'Udinese. Ma la seconda vittoria di fila in casa, alla prima del 2026, contro la Cremonese lascia segnali senz'altro positivi. Da coltivare e rimettere in campo già mercoledì a Roma contro la Lazio.
PORTIERE E CENTRAVANTI. Intanto per una partita sono tornati protagonisti loro. Portiere e centravanti. Uno, nuovo capitano, leader a tutto tondo, provvidenziale con la parata sul piazzato di Vazquez. L'altro, attaccante chiacchieratissimo in settimana per il permesso che lo ha tenuto lontano da Firenze per quattro giorni, ha siglato il gol partita. Una rete sporca e pesantissima. De Gea e Kean, di nuovo trascinatori e decisivi. Un gol, quello di Moise, che ha in parte allontanato polemiche e dietrologie. Specie dopo le parole di Vanoli che hanno fatto chiarezza solo in parte sull'assenza del numero 20: «Aveva un accordo con la società già da tempo, è stato rimandato più volte e per motivi di legge non si poteva più rimandare. È andato, e ho detto a lui che per rispetto del gruppo non lo avrei portato neanche in panchina. Perchè c'era Dzeko. Poi quando ho saputo dell'infortunio di Edin gli ho detto di venire in panchina. Lui mi ha detto "Io ci sono". Inutile buttare addosso merda, già ce n'è tanta. Aveva questo problema, ha fatto di tutto per rientrare. Il viaggio era lungo». Caso non alimentato soprattutto dal gol e dalla vittoria: le migliori medicine, sempre e comunque. E poi quell'abbraccio, sincero, forte e spontaneo tra Kean e Vanoli: il modo migliore per ripartire.
MODULO E INTERPRETI. Ma è tutta la squadra che ora funziona meglio. A partire dal modulo, questo 4-1-4-1 che è declinato in varie soluzioni durante la partita. Ma dà più solidità. Aiutato inevitabilmente da una condizione fisica in crescendo. Ma con un centrocampo più folto, con i due esterni (Gudmundsson e Parisi) che prendono spazi dentro al campo, con la catena di destra che crea spesso superiorità, la Fiorentina ha trovato soluzioni diverse. Il tecnico ripeteva che la tattica non era il problema principale, ma coprire bene gli spazi senz'altro aiuta. E si vede. Poi i singoli. Fagioli ha svoltato in maniera decisa: sempre nel vivo, uno-due tocchi, testa alta, velocità di pensiero e di esecuzione. A volte si abbassa per costruire, altre si alza per rifinire. E recupera palloni: tanti, anche contro la Cremonese. Risolto (per ora) uno dei grandi problemi. Dietro Comuzzo sta crescendo tanto, la difesa a quattro ha fatto bene anche a Pongracic. Sta rientrando Gosens, Gudmundsson è più nel vivo del gioco, Parisi a destra crea sempre scompiglio. Solomon che è subito entrato bene. Diverse cose buone a cui appigliarsi per risalire. Fino a qualche settimana fa non c'era niente – ma proprio niente – che funzionava.
PRIMO AGGANCIO. E poi c'è la classifica. "Ci siamo messi degli obiettivi. Noi pensiamo che con sette vittorie e otto pareggi la salvezza sia un risultato raggiungibile", ha detto Ferrari per Capodanno. "Non dobbiamo guardare la classifica, ma dobbiamo sempre solo guardare sette vittorie e otto pareggi". Ecco, forse invece delle tabelle è proprio la classifica, il guardare al presente, che può aiutare la Fiorentina. Perché nonostante tutti i disastri i viola sono lì. Hanno per ora agganciato Pisa e Verona (che ha una gara da recuperare), il Genoa quart'ultimo è a 3 punti. E poi Lecce, Cagliari, Parma, fino alla Cremonese... Non ci sono queste corazzate in lotta per la salvezza, il livello è quello che è. Per questo tanto dipenderà dalla Fiorentina, dalla continuità che riuscirà ad avere. A partire da mercoledì contro Sarri, che non avrà Noslin e Marusic, così come Castellanos venduto al West Ham, oltre a Dia e Dele-Bashiru in Coppa d'Africa. Non sarà facile ma neanche impossibile: la Fiorentina deve pensare di dover far punti contro tutti, non c'è via d'uscita.
VOLTI NUOVI. Una mano dovrà darla poi anche il mercato. Paratici è già influente nonostante la distanza, come dimostra l'arrivo di Solomon. Ma c'è Goretti che è attivo su più fronti. La Fiorentina interverrà in tutti i reparti, dalla difesa agli esterni, passando per il centrocampo. Serviranno scelte giuste, giocatori pronti e vogliosi di portare fuori la Viola dalle sabbie mobili. Come Solomon, subito entrato carico e decisivo. La prossima novità tattica dovrebbe portare al 4-2-3-1, visto nel finale contro la Cremonese. Solomon a sinistra, Gudmundsson al centro, Parisi o un altro (era subentrato Fortini domenica) a destra sulla trequarti. Soluzione per il prossimo futuro, anche grazie al mercato.



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