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Bene Fagioli, ma gli altri? Centrocampisti in affanno, Brescianini può non bastare

La crescita di Fagioli mette a nudo il calo di Mandragora e Ndour, con Sohm sparito. Ben venga Brescianini, ma basterà?

Se c’è un giocatore simbolo di questa leggera ripresa della Fiorentina nelle ultime quattro-cinque partite, quello è Nicolò Fagioli. Il centrocampista classe 2001, a partire dalla sfida col Verona, ha alzato nettamente il proprio rendimento, crescendo in qualità e soprattutto personalità. In un ruolo che non gli piaceva particolarmente, il playmaker davanti alla difesa, è diventato il fulcro del gioco di Vanoli.

Della crescita di Fagioli si sono accorti anche gli altri centrocampisti della Fiorentina. In poco tempo si è guadagnato l’assoluta fiducia dei compagni, che gli affidano sistematicamente la palla affinché possa imprimere qualità e velocità alla manovra con un cambio di campo oppure una verticalizzazione. Tuttavia, per una buona notizia che interessa il rendimento dell’ex Juve, ce ne sono (almeno) due negative guardando ai compagni di reparto. In questo momento, i titolari del centrocampo della Fiorentina oltre a Fagioli sono Mandragora e Ndour. Entrambi non stanno convincendo.

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Vanoli sta schierando Ndour in una posizione ibrida: mezzala che scivola sull’esterno sinistro per andare a formare una sorta di 4-4-2. Il classe 2004, però, sta mostrando tutti i suoi limiti atletici e di personalità. E non basta aver segnato nella goleada con l’Udinese per passarci sopra. Nonostante la stazza fisica, l’ex PSG fa fatica ad imporsi in mezzo al campo, cominciando puntualmente a soffrire quando i ritmi della partita si alzano. Non è un caso se le sue migliori prestazioni sono arrivate in Conference, dove si gioca a velocità più basse rispetto alla Serie A. A ciò si aggiunge una certa timidezza palla al piede: Ndour non rischia quasi mai la giocata difficile, preferendo l’appoggio facile al compagno di reparto più arretrato. A prescindere dalla zona di campo in cui si trova.

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Limiti ne sta mostrando anche Mandragora, titolarissimo della Fiorentina che però può e deve essere messo in discussione, in virtù del suo rendimento scadente. Il classe 1998 ha segnato 5 gol in Serie A ed è il capocannoniere della Fiorentina in campionato, alla pari di Moise Kean. La sua vena realizzativa è senz’altro un fattore positivo, ma in questa stagione è stato praticamente l’unico. Vero che Mandragora si è sempre distinto anche per un lavoro oscuro, fatto di interruzione di linee di passaggio e ordine in mezzo al campo, ma il rendimento in fase di possesso delle ultime uscite è davvero insufficiente

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Sembra che l’ascesa di Fagioli abbia contribuito ad accentuare la sua timidezza con la palla tra i piedi. Nella seconda parte della scorsa stagione, quando ha vissuto il momento migliore della sua carriera, Mandragora ha dimostrato di possedere la personalità per provare giocate non banali, non solo sotto porta. Personalità che oggi sembra mancargli completamente. Forse minata anche dalle frizioni nello spogliatoio, esplose nella trasferta col Sassuolo, con l’ormai famigerato episodio del litigio con Kean sul calcio di rigore.

Ancor peggio ha fatto Simon Sohm, enorme delusione del mercato estivo della Fiorentina. Le sue caratteristiche da centrocampista ‘box to box’ potrebbero risultare preziose per la squadra, tanto che Vanoli aveva iniziato la sua avventura in viola affidandosi al centrocampista svizzero. Invece, a furia di errori tecnici in serie Sohm ha perso il posto da titolare nonostante sia Mandragora che Ndour non stiano facendo sfracelli. 90' in panchina contro Udinese, Cremonese e Lazio, pochi minuti nel finale a Parma: nelle ultime uscite il tecnico gigliato gli ha preferito addirittura Nicolussi Caviglia, dato in uscita nel mercato e teoricamente ‘doppione’ di Fagioli nel ruolo di regista.

Con Richardson che si è autoescluso dalle rotazioni chiedendo la cessione, l’arrivo di Brescianini è quindi visto come una benedizione. L’ex Atalanta, con ogni probabilità, prenderà il posto di Ndour nell’attuale sistema di gioco varato da Vanoli. Ma visto il pessimo rendimento di tutti i centrocampisti in rosa che non si chiamino Fagioli e i movimenti di mercato che riguardano almeno due di essi, non siamo affatto sicuri che possa bastare l’arrivo di Brescianini per mettere a disposizione Vanoli un reparto pienamente affidabile.


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