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L'ennesimo esame. Stavolta per parlare di guarigione e continuità, piuttosto che di 'gara della vita'

Per i viola caccia al terzo risultato utile di fila. Di fronte, domenica, ci sarà il Milan di Allegri

La Fiorentina è viva. Lo ha dimostrato andando a vincere allo scadere con la Cremonese, lo ha confermato reagendo all'Olimpico contro la Lazio. Ora arriva il Milan, una sfida che fino a qualche settimana fa si sarebbe potuta annunciare come la semplice attesa del gol degli avversari. In quel momento lì, d’altronde, che ci fosse dinanzi una candidata allo Scudetto o una delle più deboli avversarie di Conference League, la Fiorentina era spenta, per non dire morta (sportivamente parlando ovviamente). Adesso, dopo quanto visto nel secondo tempo dell'Olimpico, la squadra viola sembra essere almeno in grado di potersela giocare. Non certo alla pari con un Milan che lotta per le primissime posizioni, ma quantomeno non da spacciata già in partenza. 

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Adesso la Fiorentina si sta meritando di essere almeno in lotta per salvarsi. Cosa che, per diverse settimane, non aveva fatto. Già col Verona e col Parma, dove comunque erano arrivati dei pesanti ko, la squadra di Vanoli aveva dimostrato di rispondere alle cure. Non al cento per cento, ma dando almeno dei segnali. Resta da capire il perché della bruttissima prima frazione di gioco con la Lazio ma, in altre partite precedenti, al gol degli avversari la Fiorentina sarebbe sparita dal campo. Quella delle ultime giornate, invece, è rimasta in partita per tutta la gara, ha reagito caratterialmente e tenuto botta fisicamente fino allo scadere. Sempre, nel bene come con la Cremonese, nel quasi bene con la Lazio, dove il rigore concesso da Comuzzo poteva essere tranquillamente evitato. 

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Restano tanti aspetti su cui c'è da migliorare. Dal cinismo offensivo ad alcuni meccanismi difensivi. Ma adesso, almeno, la Fiorentina se la può giocare. La gara di domenica col Milan è di quelle dal coefficiente di difficoltà molto alto. Di fronte ci sarà una squadra che fuori casa non ha ancora mai perso, che subisce pochissimi gol e che, in pieno stile allegriano, ha grande solidità difensiva. Le opportunità che il Milan concederà saranno da sfruttare al meglio. Ecco perché avere Kean dal 1' piuttosto che affidarsi a Piccoli (anche se Moise non è al meglio o se ha saltato qualche allenamento) sarebbe una buona cosa. È un esame per la Fiorentina di Vanoli, in cui cercare un colpaccio, punti contro-pronostico, segnali di ulteriore crescita e fiducia. Fosse non solo perchè, da inizio stagione, la Fiorentina non è ancora mai riuscita a fare tre risultati utili consecutivi. Non è più una di quelle gare da 'vita o morte', ma una di quelle in cui provare a capire se si è davvero sulla via della guarigione. Non certo definitiva, ma insomma…

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