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Fiorentina, ok il punto con la Lazio: lo sprint (e la continuità) devono arrivare anche dal mercato

A conti fatti, sbollita l'amarezza iniziale, quello trovato contro la Lazio è un punto guadagnato. Ora però servono rinforzi

La Fiorentina dà seguito alla vittoria contro la Cremonese strappando un prezioso punto a Roma contro la Lazio, contro una formazione sicuramente in difficoltà ma, altrettanto sicuramente, più forte e organizzata della squadra di Vanoli.

Così, considerando il primo della Lazio, considerando il rigore non dato su Gila, alla fine il pareggio può essere considerato il risultato più giusto. Certo resta l'amarezza del pareggio subito all'ultimo secondo su un calcio di rigore evitabile, ma se la Fiorentina lotta per non retrocedere è proprio a causa delle continue amnesie individuali che si ripresentano in ogni partita, a giocatori diversi.

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Dunque, siccome la salvezza è una maratona e non uno sprint, è necessario fare punti ovunque anche contro le cosiddette big del campionato. In questi casi, questi punti, possono essere chiamati punti bonus: ovvero quei punti che la Fiorentina trova contro squadre in cui parte sicuramente in svantaggio, almeno sulla carta.

Intanto però la Fiorentina sta riscoprendo i suoi giocatori di qualità: da De Gea a Fagioli passando anche per Gudmundsson. Lo stesso Comuzzo, reduce da una brutta prestazione contro la Lazio, sta però ritrovando spazio e fiducia dopo le tante panchine con il 3-5-2.

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Sicuramente c'è un Kean da ritrovare, nel senso di ritrovare un giocatore pronto a sacrificarsi per la squadra, a correre e a giocare per i compagni. Le panchine contro Cremonese e Lazio devono essere di stimolo per quello che resta l'attaccante di riferimento della Fiorentina e dell'Italia. Ma deve dare di più, deve essere più leader e meno solista, deve trascinare i compagni.

La Fiorentina non è guarita, ma almeno comincia a dare qualche segnale di speranza.

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Brescianini non basta, il mercato deve riequilibrare la Fiorentina tecnicamente e mentalmente

Con un ds ombra come Paratici (che tutti siamo in attesa di vedere a Firenze), la Fiorentina prosegue il mercato: prima del ds al Viola Park arriverà Brescianini, atteso proprio domani a Firenze per le visite mediche.

Il quasi ex giocatore dell'Atalanta arriva a Firenze dopo una prima parte vissuta ai margini a Bergamo. E' un giocatore che ha dimostrato meno delle sue potenzialità, specie perché a quasi 26 anni ancora non è riuscito a imporsi in una squadra di medio alto cabotaggio.

Arriva alla Fiorentina per rilanciarsi e per ritrovare quelle qualità che aveva fatto vedere soprattutto a Frosinone. Per Vanoli sarà un centrocampista da inserire al posto di Ndour, vero e proprio anello debole della mediana viola, e poi, magari in mediana insieme a Fagioli. Dall'altra parte, per ora, resta Mandragora ma anche lui non è affatto certo di rimanere a Firenze.

Anche perché la Fiorentina dovrà portare avanti una campagna acquisti importante in entrata (arriveranno anche un esterno e un difensore) ma anche in uscita, perché questo resta uno spogliatoio coi nervi a fior di pelle e in cui è necessario portare una rivoluzione sì tecnica ma anche mentale e caratteriale. Certamente il ritorno in gruppo di Gosens ha riportato equilibrio, così come la fascia di capitano a De Gea, ma non basta.

Per salvarsi servono punti sul campo, acquisti ma anche cessioni di quei giocatori che a Firenze non vogliono più stare. Il mercato, in ottica salvezza, sarà importante esattamente come i punti conquistati sul campo.


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