Ferrari e la tabella da Europa per la Fiorentina. I numeri non mentono, e non danno ragione ai viola
Le parole del direttore generale risvegliano il popolo fiorentino dopo l’ultimo dell’anno, ma danno un’ulteriore conferma di quanta poca consapevolezza vi sia all’interno del Viola Park
Alessandro Ferrari rompe il silenzio stampa per parlare al popolo viola nel primo giorno del nuovo anno. Una chiacchierata interna al Viola Park con il direttore generale che ha fatto il punto della situazione, quando mancano due giornate alla fine del disastroso girone d’andata della squadra viola.
Tanti i passaggi interessanti ma la percezione generale che si ha, una volta lette quelle parole, è che all’interno del Viola Park non vi sia la consapevolezza della situazione della squadra (spogliatoio e classifica). Infatti non è il momento questo di fare tabelle, di parlare di punti, o addirittura arrivare a dire che “i numeri ci danno ragione”.
Quali numeri?
Secondo Ferrari il miglioramento della squadra dall’avvento di Vanoli è tangibile perché “la Fiorentina è risalita, ad esempio, al quinto posto nella classifica di Serie A per occasioni create o per possesso palla”. Possono bastare questi numeri per dare contezza della ripartenza della Fiorentina? Specie se messi a confronto con ben altri numeri: ultimi in classifica, una squadra ad aver perso 10 partite nel girone di andata, con una sola vittoria in campionato, con la peggior difesa del torneo (anche con Vanoli), e una situazione numericamente disastrosa.
Resta inspiegabile, con una squadra ultima in classifica, parlare di ripartenza (specie dopo la sconfitta di Parma) o parlare di numeri incoraggianti. Anche stavolta si è scelto di riportare una situazione che non è minimamente vicina alla realtà.
La tabella di 7 vittorie e 8 pareggi è per una squadra da Europa League
7 vittorie e 8 pareggi, tanto, secondo il direttore generale serve per salvarsi: riportato in numeri, servono 29 punti da conquistare nel girone di ritorno (anzi, un girone più due gare). Aggiungiamo anche che, quindi, la Fiorentina (la squadra che ha perso più partite in campionato dell’intera Serie A), nel girone di ritorno, potrebbe perdere solamente 4 partite.
Facendo un paragone con la classifica attuale, praticamente, la Fiorentina dovrebbe avere, nel girone di ritorno, un rendimento molto simile a quello avuto dal Como nel girone di andata. Il Como, al momento, si trova al sesto posto in campionato con 27 punti conquistati (meno due rispetto alla tabella viola e con ancora tre gare da giocare).
Non era questo il momento di fare tabelle, specie riportando una media punti che, visto il girone d’andata, non è affatto alla portata della Fiorentina. Queste parole rischiano di essere l’ennesimo boomerang di una società sempre intempestiva e assolutamente disconnessa dalla realtà.
Questo è il momento di non parlare (unica scelta sensata fatta fin qui), perché ogni volta che parlano confermano di non avere la minima consapevolezza della situazione che devono affrontare.
Paratici unica e ultima speranza
Le speranze del popolo viola sono tutte confinate in Fabio Paratici. Chiamato a fare realmente un miracolo calcistico: sanare uno spogliatoio allo sfascio, compiere una rivoluzione nel mercato di gennaio, e, allo stesso tempo, aiutare Vanoli a tenere una media punti da Europa.
Chiunque a questo punto non ci proverebbe neanche. Ma qualcuno, anche un tentativo disperato, lo deve fare per cercare di risollevare una Fiorentina derelitta e allo sbando.
Non si può far altro che sperare che almeno con la scelta di Paratici la Fiorentina abbia fatto la mossa giusta e che sia lui il dirigente che possa compiere un vero miracolo sportivo. È il miglior augurio per il nuovo anno che si possa fare alla Fiorentina.
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