Chi è davvero Manor Solomon? Talento, infortuni e una scommessa da riscoprire
L’esterno israeliano arriva in prestito con diritto di riscatto dal Tottenham: Paratici lo rilancia a Firenze, tra colpi da fuoriclasse e fragilità muscolari da gestire
La Fiorentina inaugura il mercato con un colpo che profuma di scommessa intrigante: Manor Solomon è pronto a vestire viola. L’esterno offensivo israeliano, classe 1999, arriva dopo un percorso ricco di talento ma anche di ostacoli, soprattutto fisici, che ne hanno finora limitato l’esplosione definitiva ai massimi livelli.
Cresciuto nel Maccabi Petah Tikva, Solomon si era imposto rapidamente come uno dei gioielli dello Shakhtar Donetsk, club con cui aveva assaggiato il palcoscenico europeo tra Champions ed Europa League. In Ucraina aveva mostrato personalità, qualità tecniche sopra la media e una naturale predisposizione a incidere nelle partite che contano, prima che il conflitto bellico interrompesse bruscamente quel percorso.
L’Inghilterra avrebbe dovuto rappresentare il salto di qualità. Prima il Fulham, poi il Tottenham, fino all’esperienza al b, dove è stato uno dei protagonisti della promozione grazie a numeri importanti: 10 gol e 13 assist in 41 presenze complessive. Tuttavia, il livello di intensità della Premier League ha messo a dura prova il suo fisico, spesso tradito da infortuni che ne hanno frenato la continuità.
Nella prima parte di questa stagione Solomon ha giocato in prestito al Villarreal, collezionando 9 presenze, 1 gol e 4 assist in tutte le competizioni. Un’esperienza breve, ora destinata a chiudersi in anticipo: il Tottenham interromperà infatti il prestito al club spagnolo per girare il giocatore alla Fiorentina, sempre con la formula del prestito ma con diritto di riscatto, consentendo ai viola di valutarlo da vicino nella seconda metà della stagione.
Dal punto di vista tecnico, Solomon è un’ala moderna: rapido, imprevedibile, capace di giocare su entrambe le fasce. Predilige partire largo per poi rientrare sul destro, cercando la conclusione a giro o l’ultima giocata decisiva. Non è un giocatore di ritmo costante, ma sa accendere la partita con una fiammata improvvisa. Esattamente quel tipo di qualità individuale che, a tratti, è mancata alla Fiorentina negli ultimi metri.
Il vero nodo resta la condizione fisica. Operazioni al ginocchio, problemi muscolari e ricadute varie hanno scandito gli ultimi anni della sua carriera. L’infortunio più serio, quello al menisco nella stagione 2023/24, sembra però ormai alle spalle. A Firenze sarà decisivo il lavoro dello staff medico, chiamato a gestirne con attenzione l’impiego per preservarne integrità e rendimento.
L’operazione, inevitabilmente, porta con sé anche uno strascico di polemiche extra-campo. La nazionalità israeliana del giocatore, in un momento storico segnato dal conflitto israelo-palestinese, ha acceso il dibattito sui social e tra una parte della tifoseria. Una discussione che va oltre il campo e il valore sportivo dell’operazione, ma che il club dovrà essere bravo a tenere separata dal progetto tecnico, tutelando il calciatore e mantenendo il focus esclusivamente sul rettangolo di gioco.
Dietro l’operazione c’è anche una firma ben riconoscibile: quella di Fabio Paratici, che diventerà operativo in casa viola all’inizio di gennaio. Fu lui a volerlo fortemente al Tottenham e ora potrebbe averlo indicato come primo tassello della sua impronta sulla nuova Fiorentina. La formula scelta limita i rischi economici e lascia spazio a un potenziale ritorno tecnico importante.
Se il fisico reggerà, Solomon può davvero diventare una delle sorprese più interessanti del campionato. Per la Fiorentina, più che un semplice acquisto, è una scommessa calcolata sul talento.
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