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CorSport - Nessun caso: Moise Kean ha il Milan nel mirino

Il centravanti gigliato non è al meglio, ma ha messo nel mirino la sfida di domenica

Sempre meglio con Moise Kean. Anche se non sta benissimo, ma il programma di recupero lo può portare avanti giocando tanto ormai è per tutti così e lo dicono gli allenatori a causa dei tanti impegni ravvicinati, e alla fine i risultati sono due in uno, scrive il Corriere dello Sport. Anche se ha qualche dolorino sopportabile e comunque le infiltrazioni meglio di no, ovviamente. Anche se c'è una gestione a 360 gradi del calciatore sempre nel rispetto degli equilibri e delle regole di spogliatoio che sono sacri. Perché non vederlo in campo fa un certo effetto, agli occhi di chi guarda e all'idea che molti hanno della correlazione stretta tra i gol del centravanti (finora 5: pochi) e la salvezza della Fiorentina. Altrimenti, se Kean non c'è per un motivo che poi viceversa lo fa diventare protagonista della partita in corso, è un caso. 

Ma Paolo Vanoli l'ha smentito (il caso) con una ricostruzione pre e post Lazio che ha messo tutto dentro il vissuto recente del centravanti classe 2000. All'Olimpico con Moise in campo subito e non negli ultimi trenta minuti le cose magari potevano andare diversamente per la Fiorentina. Perché c'è un'altra regola del calcio, non scritta ma è come se lo fosse: quelli bravi e che decidono sono imprescindibili se non esistono ragioni di Stato a mettersi di traverso. 

E visto che Kean è stato regolarmente convocato per la trasferta infrasettimanale di Roma e poi è subentrato all'ora di gioco evidentemente non ce n'erano, quindi a volte serve una deroga alle linee guida dettata dal buon senso travestito da opportunità. C'è un obiettivo da raggiungere che è ancora lontanissimo e, per questo, compatibilmente con gli allenamenti al Viola Park, Moise Kean ha messo il Milan nel mirino. Per forza. 

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