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Maxime Lopez: «A Firenze la stessa passione di Marsiglia, mi spiace vederli ultimi. Con Italiano...»

Le parole del centrocampista, passato due anni fa al Paris Fc in Ligue2 e ora in massima serie: «Avevo bisogno di ritrovare il gusto di giocare»

L'ex centrocampista viola Maxime Lopez, passato al Paris Fc, ha parlato alla Gazzetta dello Sport verso il derby con il PSG del weekend. Ecco alcune sue parole: «Qui c'è ancora una dimensione familiare, con ragazzi con la giusta mentalità. Cerchiamo di giocare un buon calcio come al Sassuolo quando arrivai, dove c'erano ottimi giocatori come Raspadori, Scamacca, l'intramontabile Berardi. Il Sassuolo è ricco, ma il Pfc di più e siamo a Parigi che attira di più i riflettori. Le cose qui sono destinate a cambiare».

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I suoi ex compagni di Serie A l'hanno chiamata per sapere come si sta a Parigi? «Mi sento con Laurienté, ogni tanto con Berardi e Mandragora, ma in amicizia». 

Insomma per il Pfc non c'è speranza?  «Al primo posto in Ligue 1 c'è il Lens, quindi se giochiamo da squadra vera magari riusciamo a fare qualcosa. È l'unico modo. Poi serviranno rinforzi a gennaio, e so che ne arriveranno. L'importante adesso è pensare alla salvezza per costruire qualcosa di ambizioso dall'estate prossima, secondo i piani degli Arnault». 

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Non era facile scegliere il Paris Fc, in Ligue 2, arrivando dalla Serie A. «Avevo bisogno di tornare in Francia e ritrovare il gusto di giocare. Oggi posso dire di aver vinto la mia scommessa. E in più qui c'è mio fratello Julien. Senza di lui non sarei venuto. Abbiamo realizzato il sogno nostro e di nostro padre di giocare insieme al Velodrome, a Marsiglia». 

Segue le sue ex squadre italiane? «Certo, amo la Serie A e l'Italia dove ho vissuto quattro anni bellissimi. Il Sassuolo non mi stupisce. Grosso è un buon allenatore, voleva rimanessi. Con Italiano ho giocato poco ma imparato molto. A Firenze c'è la stessa passione di Marsiglia: mi spiace vederli ultimi, ma forse hanno cambiato troppi giocatori. Mi piace il Como. Il mio unico rammarico è di non aver giocato in una top come Milan, Inter o Juventus». 

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