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CorSport - Viola, una vittoria che serviva come il pane. E con 'Fagiolic' è tutto più facile

La squadra di Vanoli trova contro la Cremonese una vittoria di atteggiamento, consapevolezza, mentalità e sofferenza

Quella contro l’Udinese aveva fatto effetto per il punteggio e perché era stata la prima in campionato dopo sedici, lunghissime giornate di attesa, per i tifosi della Fiorentina. Ma la vittoria di ieri contro la Cremonese vale di più, molto di più, scrive il Corriere dello Sport - Stadio. Sì, vale ovviamente tre punti, che intanto servono per accorciare la distanza dalla zona salvezza adesso a tre lunghezze, ma soprattutto può rappresentare un nuovo inizio per la squadra di Vanoli e questo grazie all’atteggiamento, alla consapevolezza, alla mentalità, alla predisposizione alla sofferenza, tutti dimostrati in un colpo solo ieri per battere una Cremonese mai minacciosa dalle parti di De Gea.

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CONVINZIONE. E il nuovo inizio arriva grazie alla convinzione. Minuto 47 della ripresa: Solomon, spostato a sinistra con l’ingresso di Fortini, faceva partire un cross proprio verso l’ex Juve Stabia che batteva sul tempo Folino e Pezzella e di testa costringeva Audero a un’affannosa respinta in due tempi sulla linea di porta, ma il pallone rimaneva lì e il primo ad arrivarci era Kean per il gol di sinistro facile e d’istinto, mentre intorno il Franchi festeggiava. Sembrava un altro pomeriggio da archiviare tra le occasioni mancate, e invece no. Invece, stavolta la formazione di Vanoli ci ha creduto con una determinazione diversa, certo senza fare cose strabilianti sotto il profilo del gioco né delle soluzioni individuali, però provandoci veramente. Per cominciare, ha concesso poco o niente a un avversario tranquillo dall’alto dei suoi 21 punti in classifica, che avrebbe potuto approfittarne così come hanno già fatto altre squadre qui a Firenze e non solo a Firenze, ma come detto la differenza in questo caso l’ha fatto l’atteggiamento e su questo Fagioli e compagni hanno costruito il successo meritato e prezioso.

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FAGIOLIC. Non citato a caso Fagioli, anzi ‘Fagiolic’: la nuova consapevolezza della Fiorentina è la nuova consapevolezza dell’ex Juventus, ora regista convinto di esserlo, ora dentro sempre e comunque all’azione andando a prendersi il pallone per impostare quando non sono i compagni a cercarlo riconoscendone la centralità in mezzo al campo. E proprio Fagioli ha iniziato la serie infinita di tiri (saranno ben 22 al termine, contro appena 6), con un mancino già al 5’ su cui Audero si è fatto trovare pronto, ripetendosi il portiere su Mandragora (14’) e Gudmundsson (quinto minuto di recupero) in un primo tempo che ha avuto due episodi centrali sempre di marca viola: la traversa colpita di testa da Parisi (12’) e il rigore dato da La Penna e tolto dopo revisione al Var per il fallo di Baschirotto su Piccoli (36’). Perché difensore e centravanti si sono sì ostacolati a vicenda, ma l’incrocio dei piedi poi ha determinato il fallo del primo sul secondo.

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CONTINUARE A CREDERCI. Delusa ma non vinta, la Viola ha continuato ad attaccare anche nella ripresa. Forse con un pizzico di intensità e di cattiveria in meno, ma provandoci sempre e non concedendo nulla alla Cremonese. Nemmeno quando Ranieri ha sbagliato l’uscita difensiva nei pressi dell’area di De Gea e c’è voluto un salvataggio decisivo di Comuzzo su Bonazzoli per impedire guai grossi (15’), e nemmeno quando Piccoli non ha saputo sfruttare l’assist perfetto in profondità di Dodo (bravo Baschirotto). Continuando a crederci fino a che Kean, entrato da pochi minuti, si è fatto trovare pronto lì dove doveva essere.


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