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Il Blog dei Tifosi - Il veliero può ancora diventare drago

Il grido di Firenze scuote i giocatori: da squadra alla deriva a simbolo di rinascita, ogni partita sarà una battaglia per l’onore e la salvezza

Il cuore della Fiorentina batte piano, troppo piano. Non si sente quasi più il suo respiro. Ogni partita, ogni sconfitta, avvicina la squadra al fondo dell'abisso chiamato Serie B. «No!» Un grido nella notte. «Nooo!» Decine, centinaia, migliaia, decine di migliaia di tifosi, di tutte le età, rifiutano questa caduta libera. I loro ricordi, i loro sogni, si mescolano. Quelli che hanno già visto la Fiorentina vincere, quelli che hanno solo sognato di farlo. Immagini sfilano. Ricordi gloriosi. Altri, meno. Cent'anni di storia che per un breve momento si sovrappongono. 

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Le gambe dei giocatori tremano. Sanno di non essere all'altezza, e di non essere riusciti a trasformare il loro veliero in drago. Sanno che qualunque cosa facciano, perderanno, e affonderanno. La maglia della Fiorentina è troppo pesante per le loro spalle. Il giglio sul loro petto sembra scolpito nel piombo, trascinandoli sempre più giù, verso i fondali. La delusione e il disgusto dei tifosi rispecchia solo ciò che loro sentono dopo ogni partita

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«No! Nooo!» L'urlo di Firenze si fa sentire. C'è un muro di ghiaccio che separa i giocatori dai tifosi. In realtà, la squadra non ha mai sentito, né capito, i tifosi. Loro indossano questa maglia un po' per caso, perché è il loro lavoro. Non possono capire l'amore e la passione dei tifosi. Ma, per la prima volta, c'è qualcosa in questo muro di ghiaccio che trema, che vibra, che scricchiola. E i giocatori iniziano a sentire una voce, distante e rabbiosa, che dice, che tuona: «La Fiorentina non è morta. La Fiorentina può salvarsi, e può ancora vincere un trofeo». Si guardano tra di loro. Ma nessuno sta parlando. La voce viene da altrove. Però questa volta, non è una voce esterna. È interna. 

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È come se per un breve momento, la rabbia di Firenze fosse entrata nella testa dei giocatori. E, all'improvviso, i giocatori non vedono più la contestazione sugli spalti come una minaccia da temere, ma come una spinta straordinaria. All'improvviso i giocatori capiscono che lo scopo non è di vincere nove o dieci partite per salvarsi, ma di giocare ogni singola partita da qui alla fine dell'anno per vincerla. E iniziano a correre, correre, e lottare su ogni palla, sovrastando ogni avversario. È utopico, è irreale, è impossibile. Però, la situazione attuale della Fiorentina, ultima, e con nove punti è altrettanto distopica e irreale. Schiaffo dopo schiaffo, la squadra è sprofondata. Ora che tutti la danno per morta, risorgerà davvero, con una grinta, una rabbia, che rispecchierà quella di Firenze. 

Adesso tocca ai giocatori scegliere. Scegliere se essere ricordati per sempre come la squadra la più vergognosa e indecente della storia della Fiorentina, oppure se decidere di riscattarsi, compiendo un'impresa che renda Firenze orgogliosa di loro. Il vento soffia, e le onde si alzano, ma i giocatori non sentono più la paura. Sanno che tutto questo dolore, tutta questa sofferenza, tutte queste umiliazioni che hanno assorbito ha dato a loro una forza sconosciuta prima, e la consapevolezza necessaria per trasformare il loro fragile veliero in un temibile drago

di Erik Vincenti Zakhia

Scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). 


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