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Cappellini su Repubblica – Serve una vittoria imprevista, una di quelle fuori 'tabella'

Impossibile salvarsi pensando di fare punti soltanto con le rivali dirette per non retrocedere o con quelle appena più su

In teoria, nelle sette vittorie e otto pareggi che il direttore generale Alessandro Ferrari ha fissato giorni fa come tabella per raggiungere la salvezza, la partita di domani con il Milan non dovrebbe essere compresa, scrive Stefano Cappellini su Repubblica. Il Milan è nettamente favorito. Eppure, si creda o meno alla ragioneria delle tabelle, penso che mister Vanoli e la squadra sappiano bene che è impossibile salvarsi pensando di fare punti soltanto con le rivali dirette per non retrocedere o con quelle appena più su. 

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Per la semplice ragione che qualcuna di queste partite non andrà come previsto, come è accaduto in tutti i campionati da quando l’uomo inventò il pallone, anche in quelli baciati da una sorte ben diversa. La brillantissima Fiorentina di Prandelli perse in casa con un malandato Lecce, quella spumeggiante del primo Montella inciampò nel modestissimo Pescara, la Viola di Ranieri fece pari al Franchi con una Reggiana che aveva in tasca il biglietto per la serie B già in inverno e la Fiorentina di De Sisti pareggiò con il Como ultimo in classifica nell’anno in cui le fu scippato lo scudetto all’ultima giornata. Sono solo i primi esempi, se ne potrebbero fare altre due dozzine. Non c’è ragione per credere che non ricapiti anche quest’anno, anzi meglio: soprattutto quest’anno. Per questo serve qualche risultato imprevisto anche contro le big del campionato. Magari non succederà con il Milan ma, se vogliamo restare in A, prima o poi bisogna che accada.

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